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Verso una Biblioteca Universale: il MiBAC stipula l’accordo con Google

11 marzo, 2010 benedetta Posted in Marzo 2010 - Fasc. II, Senza categoria | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

Google ha aggiunto ieri un altro importante tassello al progetto  per la realizzazione  di una Biblioteca Universale digitale del patrimonio custodito nelle Biblioteche di tutto il mondo. Grazie all’accordo siglato con il Ministero dei Beni e le Attività Culturali, saranno digitalizzati e resi disponibili un milione di volumi non coperti da copyright custoditi nelle due Biblioteche Nazionali di Firenze e Roma.  Una partnership che darà visibilità ed accesso, tra gli altri, a testi scientifici rari del 1700 e, in particolare, dell’Illuminismo, a testi di letteratura del XIX secolo, litografie e volumi illustrati di diverse epoche, a prime edizioni di testi, agli scritti di Vico, Galilei e Keplero, e ancora a testi di medicina del XIX sec., erbari e farmacopee.   Google fornirà alle due Biblioteche nazionali copia digitale di ogni testo che rientrerà nel progetto in modo che tali copie possano essere rese disponibili anche su altre piattaforme, e in particolare sulla piattaforma di Europeana.

Di un possibile accordo tra l’Italia e Google Books, aveva parlato Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del MiBAC, nel corso dei lavori dell’IFLA a Milano, annuncio che seguiva di poco l’accordo con la Francia per la digitalizzazione di 30 milioni di documenti della Bibliothèque Nationale de France.

I vantaggi dell’accordo sono evidente, e non solo di carattere economico: se è vero che  Google si farà carico di tutti i costi relativi alla digitalizzazione, è vero soprattutto che con questa operazione l’Italia esce da un drammatico ritardo nell’impegno per la conservazione e diffusione del proprio patrimonio culturale e da un contributo molto limitato al progetto Europeana.

“E’ un traguardo importantissimo per tutti noi, un modo per conservare e diffondere la cultura italiana nello spazio e nel tempo” , ha affermato Gino Mattiuzzo, responsabile Google Books per l’Italia, sottolineando che in questo caso  ad essere digitalizzati saranno “libri di dominio pubblico, che sono patrimonio dell’umanità”.  Il riferimento alle vicende legali tra l’Italia e Google, scaturite dalle obiezioni presentate dall’Associazione Italiana Editori presso la Corte di New York per la violazione della Convenzione e delle regole dell’Antitrust, sembra palese.

Fonti:

http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html?id=67189&pagename=129

Web News: http://business.webnews.it/news/stampa/12568/la-cultura-italiana-perla-di-google-books/

http://sites.google.com/a/pressatgoogle.com/italianlibraries/press-release-and-or-googlegram

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Tag: Google Book Search
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SPARC pubblica una guida sui fondi universitari dedicati all’OA

5 marzo, 2010 maria Posted in Marzo 2010 - Fasc. II | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

SPARC ha pubblicato una nuova guida sui fondi che le università utilizzano per sostenere l’accesso aperto dal titolo:

Open-access publishing funds: a practical guide
to design and implementation http://www.arl.org/sparc/openaccess/funds/

Scritta da Greg Tanenbaum, consulente di SPARC, la guida offre un panorama sui fondi dedicati all’OA nelle università statunitensi, esplora le questioni emergenti su come tali fondi vengono istituiti e si sviluppano. Tali fondi servono a finanziare editori OA quali Hindawi, PLoS, l’Optical Society of America o, in alternativa, a pagare le fee richieste dagli editori for-profit che adottano un modello author-pays.

La guida di SPARC è un anche un vademecum per le università che decidono di attivare fondi per l’OA e si propone di rispondere a domande del tipo: a che scopo si attivano fondi per l’OA, sono sostenibili nel lungo periodo, i docenti e la leadership universitaria è consapevole e sostiene l’esistenza di tali fondi?

La guida tratta i seguenti argomenti:

1. Active open-access funds (at the University of California at
Berkeley, University of Calgary, and several other institutions);
2. FAQ for authors, administrators, and publishers;
3. Considerations in evaluating the launch of a fund;
4. Key policy decisions;
5. Implementation tools;
6. Resource allocation;
7. Fund promotion and reporting and more.
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Tag: Open Access
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Pubblicata indagine HighWire sull’uso degli e-book

5 marzo, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. II | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

highwirelogo Highware ha reso disponibile e liberamente consultabile i risultati dell'indagine condotta nell'autunno 2009 sull'uso degli e-book. Lo studio rientra negli interessi di Highwire di capire meglio le potenzialità del mercato degli e-book. Lo studio si va ad aggiungere a quelli di Ebrary m del 2008.
Per realizzare l’indagine sono stati intervistati 138 bibliotecari da 13 differenti paesi.
Le risposte al questionario rivelano le aspettative dei bibliotecari con riferimento al mercato degli ebook, alla loro evoluzione nella consapevolezza che la loro presenza sarà sempre piu’ massiccia in biblioteca gli e-book, alla loro acquisizione.

Il testo del report è disponibile
http://highwire.stanford.edu/PR/HighWireEBookSurvey2010.pdf
Ii dati del sondaggio sono stati analizzati da Michael Newman, Stanford University’s Head Biology Librarian. Il report riflette la sua interpretazione su cosa i colleghi bibliotecari pensano sugli e-book e i punti salienti sono cosi’ riassunti:
- Semplicità e facilità d’uso sono più importanti di funzionalità sofisticate
- Gli utenti tendono a scoprire ebooks sia attraverso il catalogo della biblioteca sia attraverso motori di ricerca.
- Gli utenti preferiscono i file PDF, ma la preferenza del formato sarà soggetta a cambiare man mano che la tecnologia evolverà
- DRM sembra ostacolare l’utilizzo degli ebook per gli utenti della biblioteca; la possibilità di stampare è essenziale
- l modello più popolare per i bibliotecari è l’acquisto con accesso perpetuo

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Tag: E-Book, Studi e analisi
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Telethon adotta l’ Open Access. Dal 2011 inoltre avremo l’Europe PubMed Central

4 marzo, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. II | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

telethon20Accesso libero ai risultati della ricerca Telethon: con un accordo siglato oggi, la Fondazione entra ufficialmente a far parte di UK PubMed Central (UKPMC), archivio open access fondato nel gennaio del 2007 da otto* enti non profit inglesi che finanziano ricerca scientifica.

Grazie a questo accordo – firmato anche da Health Research Board Ireland, Science Foundation Ireland e Austrian Science Fund – Telethon potrà d’ora in avanti rendere disponibili liberamente in versione completa tutte le pubblicazioni scientifiche scaturite dai progetti di ricerca finanziati grazie ai fondi donati dagli Italiani. L’adesione di Telethon al movimento dell’open access si completerà nei prossimi mesi con la pubblicazione di una vera e propria policy in merito per i ricercatori finanziati.

Lucia Monaco, ha dichiarato che «come charity fondata dai pazienti siamo molto felici di avere l’opportunità di rendere i risultati della nostra ricerca gratuitamente disponibili attraverso UKPMC agli scienziati, ai malati, ai donatori e al pubblico in generale. La visibilità internazionale offerta da UKPMC grazie al suo legame con PubMed Central e la prospettiva europea che offre hanno reso questo archivio il contesto ideale per le pubblicazioni targate Telethon».
UKPMC, basato su PubMed Central, l’archivio digitale ad accesso aperto dei National Institutes of Health statunitensi ( di recente ne è stato costituito anche uno in Canada), contiene attualmente oltre 1,7 milioni di articoli scientifici. Inizialmente l’obiettivo era diventare la principale fonte di informazione per la comunità medico-scientifica del Regno Unito, ma la sfida per il futuro è molto più ambiziosa ed è quella di estendersi all’intera Europa con il nome di Europe PubMed Central. In questo senso, l’adesione di Telethon e delle altre tre organizzazioni europee segna un passo importante, anche per spronare altri Paesi ad aderire. D’ora in avanti tutti gli articoli scientifici pubblicati nell’ambito di progetti di ricerca finanziati da questi enti finanziatori saranno resi disponibili gratuitamente all’interno dell’archivio UKPMC.

Tra i principali fondatori di UKPMC c’è la Wellcome Trust, la più grande charity del Regno Unito, che ogni anno investe oltre 600 milioni di sterline in ricerca biomedica, a livello nazionale e internazionale. Il suo direttore, Mark Walport, ha accolto con entusiasmo questo accordo: «Il libero accesso alla ricerca peer-reviewed è fondamentale per l’avanzamento delle conoscenze. Sono felice che questi quattro enti finanziatori europei abbiano deciso di sostenere UKPMC e spero che presto altri seguano il loro esempio. Questo ci permetterà non soltanto di dare all’archivio basi sempre più solide, ma anche di arrivare a una copertura dell’intera Europa».
A partire dall’estate 2011, invece, prenderà il via la fase di sviluppo di Europe PubMed Central vero e proprio, che prevederà una serie di servizi aggiuntivi per gli utenti. Per ulteriori informazioni, http://www.wellcome.ac.uk/openaccess

*Oltre che dalla Wellcome Trust, UKPMC è stato fondato da: Arthritis Research Campaign, Biotechnology and Biological Sciences Research Council, British Heart Foundation, Cancer Research UK, Chief Scientist Office, Medical Research Council e National Institute for Health Research.
notizia presa dal sito di Telethon - 1 marzo 2010 :http://www.telethon.it/news/ultimissime/pagine/dettaglioNews.aspx?NewsID=3945

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British Library - nuovo archivio nazionale dei siti web ad accesso libero

1 marzo, 2010 maryjoan Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

bl_logo_100Con 200 TB  disponibili ogni anno dal 2011 la British Library intende  archiviare tutti i siti britannici ad accesso libero.  Il progetto ha avuto la collaborazione degli Archivi Nazionali, delle biblioteche nazionali della Scozia e del Galles, del Jisc, della Wellcome library e dei partners dal mondo tecnologica quali IBM ed altri.

Esempi dei tipi di materiali che la biblioteca intende archiviare sono i siti dei giochi olimpiadi e paralimpiadi del 2012, il  sito che forniva consigli contro la influenza suina , e la campagna elettorale del 2005 , la prima dove i candidati hanno utilizzato il web come strumento della campagna.

Il progetto provvede anche l’archiviazione dei siti dei membri del parlamento  che vanno in pensione prima delle  successivi elezioni generali  come memorizzazione permanente della loro attività.

La British Library ha dichiarato che il  dominio web dell’UK  è in continuo sviluppo e che,  nel solo 2010, ha  più di otto milioni di siti con un aspettativa di vita da 44 a 75 giorni.

Il materiale ad accesso libero disponibile sul web è soggetto alle leggi del copyright  e non può essere archiviato senza permessi. La British Library comunque spera in un cambiamento di queste  leggi  nel prossimo futuro, “altrimenti”, secondo Dame Lyne Brindley, “solo l’1% dei siti britannici ad accesso libero potrà essere archiviato entro il 2011 stando alla legislazione attuale”.

“Noi speriamo che tra poco si applicherà la legge del Deposito Legale Librario del 2003 e che so potrà  allargare il deposito per raccogliere tutti i siti britannici ad accesso libero al fine così di fornire un immagine periodica del dominio dei siti UK per il bene della ricerca del futuro”

Source : http://news.zdnet.co.uk
(Published: 26 Feb 2010 12:36 GMT )

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Tag: Archivi aperti, British Library
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Pubblicate le presentazioni della conferenza dell’ASA : crisi economica e l’impatto sulla comunicazione scientifica

26 febbraio, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

logo-asa1L’ASA (Association of Subscription Agents and Intermediaries) ha organizzato la sua conferenza annuale il 22 e 23 febbrario 2010 a Londra dedicandola ai temi legati alla crisi economica e come questa impatti sul mondo dell’informazione scientifica, quali sono i cambiamenti che comporta e le soluzioni e opportunità che possono presentarsi, unitamente alle innovazioni tecnologiche che nonostante tutto stanno avanzando.

Le relazioni sono disponibili sul sito del programma. Tra queste segnaliamo quelle della sessione dedicata al big deal dal titolo Big Deal in the Economic Downturn: Disaster or Opportunity? che ha visto gli interventi di editori e di bibliotecari, tra cui l’intervento di Jill Taylor-Roe, Head of Liaison, Academic Services & Special Collections di Newcastle University Library dal titolo”Long is the way and hard…” Managing Big Deals in the current economic climate.

http://www.subscription-agents.org/conferences/asa-conference-2010

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Tag: Convegni, Editoria
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Più contenuti per Europeana

26 febbraio, 2010 Ilaria Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

europeanaIl Comitato per la Cultura del Parlamento Europeo, nel suo ultimo report, ha lanciato un appello alla raccolta di contenuti digitali (di vario genere, dai libri alle cartine geografiche alle fotografie) per arricchire Europeana.

Nonostante più di 1000 istituzioni contribuiscano al progetto, l’apporto degli stati membri è irregolare, e i documenti provengono perlopiù da Francia (47%), Germania (16%), Regno Unito (8%), Paesi Bassi (8%), Grecia (1,6%) e Italia (1,2%). Per ragioni legali, inoltre, Europeana non include né documenti non più in stampa (il 90% del contenuto delle biblioteche nazionali), né opere orfane (dal 10 al 20% circa delle collezioni nazionali).

L’obiettivo di Europeana è quello di passare dagli attuali 4,6 milioni di documenti ospitati, ai 10 per il giugno di quest’anno, arrivando a 15 milioni di oggetti digitali nel 2015. Affinché tali obiettivi non rimangano solo su carta, però, le istituzioni culturali devono cooperare con i rispettivi governi per riempire il sito, evitando il più possibile restrizioni all’utilizzo, depositando inoltre un maggior numero di materiali audio e digitali.

Nel suo rapporto il Comitato esorta la Commissione Europea e gli stati membri a prendere tutte le misure necessarie  per evitare un vuoto di conoscenze tra Europa e paesi extra-UE, in particolare gli Stati Uniti, sottolineando l’importanza di rendere Europeana “uno dei principali punti di riferimento per istruzione e ricerca”.

Dalle parole ai fatti.

Fonti:

http://www.euractiv.com/en/culture/eu-online-library-needs-more-and-better-content-news-279202

http://www.teleread.org/2010/02/25/members-of-european-parliament-call-for-more-and-better-content-on-europeana/

Report

http://www.europarl.europa.eu/news/expert/infopress_page/037-69352-054-02-09-906-20100223IPR69351-23-02-2010-2010-false/default_en.htm

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Tag: Biblioteche Digitali, Digital preservation
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DynamicBooks: la nuova frontiera degli e-books?

26 febbraio, 2010 Ilaria Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

Macmillan, uno dei cinque più grandi editori di libri commerciali e di testo, ha lanciato DynamicBooks, software che consente di modificare le edizioni digitali dei libri di testo.
I docenti saranno in grado di riorganizzare il testo, eliminando e modificando o riscrivendo paragrafi, capitoli, immagini e grafici.
Un salto netto rispetto al passato: se prima infatti alcuni editori fornivano ai docenti libri di testo personalizzati (di cui i docenti potevano modificare parti, inserire propri scritti o contenuti di terzi), il software di Macmillan consente di modificare un intero libro senza dover passare per l’editore o l’autore originale. “Basically they (i docenti) will go online, log on to the authoring tool, have the content right there and make whatever changes they want. And we don’t even look at it”, ha dichiarato Brian Napack, presidente della società.

Macmillan prevede di vendere, a partire dal mese di agosto 2010, circa 100 titoli attraverso DynamicBooks, e sta prendendo in considerazione la possibilità di coinvolgere altri editori nella vendita di testi con DynamicBooks.
Gli studenti potranno acquistare gli e-books su dynamicbooks.com e attraverso CourseSmart, joint venture tra cinque editori per la vendita di libri elettronici, e utilizzarle leggendole online o scaricandole su portatili, iPhone o iPad.
I testi modificati con DynamicBooks avranno un costo di molto inferiore a quello dei corrispettivi a stampa (ad esempio “Psychology”, che ha un prezzo di listino di 134.29$, sarà venduto per 48,76$ nella versione DynamicBooks). Macmillan offre inoltre un servizio di print-on-demand versioni dei libri personalizzati con DB, con prezzi più vicini a quelli dei libri di testo tradizionali. La disponibilità di e-books di testo a prezzi ridotti dovrebbe attirare gli studenti, sostituendo così il mercato dei libri usati e le edizioni pirata.

I docenti che hanno testato il software si dicono soddisfatti, soprattutto per la possibilità di mettere a punto loro stessi un libro di testo “There’s almost always some piece here or some piece there that a faculty person would have rather done differently” ha dichiarato Todd Ruskell, docente di fisica presso la Colorado School of Mines, che ha provato una versione elettronica di “Physics for Scientists and Engineers” di Paul A. Tipler e Gene Mosca.
Ovviamente non è una tendenza di massa: la maggiorparte dei professori dichiara che continuerà a fare affidamento sui libri di testo tradizionali.
Macmillan si riserva il diritto di “rimuovere tutto ciò che è considerato offensivo o plagio”, affidandosi a studenti, genitori e insegnanti per monitorare le modifiche ai testi.

Probabilmente la condizione di utilizzo del software di modifica senza prima la consultazione dell’autore riguarda chi acquista i testi e effettua modifiche. Resta da capire che tipo di accordi vengano stretti tra l’editore e gli autori per l’inserimento delle loro opere nella lista di quelle utilizzabili con DynamicBooks.

Fonti:

http://lisnews.org/textbooks_professors_can_rewrite_digitally

http://www.nytimes.com/2010/02/22/business/media/22textbook.html?ref=technology

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Tag: E-Book, Tecnologie e strumenti di lavoro
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Pubblicato su AIDA Informazioni [Ordine Inverso] breve report sul seminario AIB Sezione Lazio - CNUR sui Sistemi bibliotecari - Roma 18 febbraio

26 febbraio, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

aida2Sul fascicolo di AIDA Informazioni [Ordine inverso] numero 1-2, Gennaio- Giugno 2010, nella sezione Manifestazioni Dopo, Elena Giglia riporta in modo sintetico i suoi appunti sul seminario dal titolo I sistemi bibliotecari di Ateneo: realtà a confronto e prospettive future che si e’ tenuto all’Universita’ La Sapienza di Roma organizzato dalla Sezione AIB Lazio e CNUR, con il patrocinio della Scuola Speciale per archivisti e bibliotecari dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza
(vedi programma)
Le presentazioni saranno archiviate in E-lis prossimamente.

I temi affrontati nella mattinata hanno riguardato i tagli al bilancio il ruolo delle biblioteche, la presenza ancora solo ” sulla carta” di alcuni sistemi bibliotecari, l’importanza del coordinamento fra i diversi sistemi bibliotecari di ateneo, la scarsa presenza dei sistemi bibliotecari nei tavoli decisionali. Nel pomeriggio sono intervenuti direttori di alcuni sistemi bibliotecari evidenziando le problematicità locali, ma anche alcune esperienze positive.
Tra le criticità: forte frammentazione di strutture e disomogeneità di servizi offerti, scarsa incisività nelle politiche di Ateneo e nei rapporti con gli organi di governo, scarsità di risorse finanziarie (impedisce progetti edilizi, obbliga a fare di più con meno…), spesa per Risorse Elettroniche incide sempre più sui bilanci già magri.Aspetti gestionali ancora preponderanti rispetto agli aspetti progettuali resistenze al cambiamento da parte del personale.

Per un lettura completa del report:
http://www.aidainformazioni.it/pub/giglia%282%29122010.html

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Tag: Report convegni
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Pubblicato report del JISC : “How to build a business case for an Open Access policy”

26 febbraio, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

jiscIl JISC ha appena pubblicato un nuovo report dal titolo: ” How to build a business case for an Open Access policyhttp://ie-repository.jisc.ac.uk/442/1/Modelling_scholarly_communication_report_final.pdf .

Scritto da Alma Swan della Key Perspectives Limited il report è uno studio che dimostra i benefici economici del passaggio all’OA per le università. Nel report vengono presentati quattro casi diversi per altrettante tipologie di università.

Per ognuna delle quattro tipologie viene discusso come è possibile calcolare i costi dei diversi modelli di comunicazione scientifica, i risparmi che le università possono realizzare attraverso l’adozione delle due strade verso l’accesso aperto (Green Road e Gold Road) e quale può essere l’impatto sociale dell’accesso aperto alla ricerca scientifica.

 Si tratta praticamente, scrive Alma Swan, di mettere in relazione tre gruppi di dataset:

quelli relativi alle spese per i periodici elettronici sottoscritti dalle biblioteche, quelli relativi alla ricerca annua prodotta da ogni singola istituzione accademica e, infine, i dati relativi ai costi di implementazione e gestione dei repositories.

Secondo Neil Jacobs, programme manager del JISC , questo tipo di valutazione dei costi è di sostegno strategico alle decisioni che devono essere assunte nelle università per una corretta ed efficiente disseminazione della ricerca scientifica.

Questi alcuni dei key findings del report:

• ” The annual savings in research and library costs of a university
repository model combined with subscription publishing could range from
£100,000 to £1,320,000
• Moving from Open Access journals and subscription-funding to per-article
Open Access journal funding has the potential to achieve savings for
universities between £620,000 per year and £1,700,000 per year if the
article-processing charge is set at £500 or less
• Savings from a change away from subscription-funding to per-article Open
Access journal funding were estimated to be between £170,000 and £1,365,000
per year for three out of the four universities studied when the
article-processing charge is £1000 per article or less
• For the remaining university in the study a move from
subscription-funding to the per-article Open Access journal funding saw the university having to pay £1.86m more in this scenario.”

Per quanto riguarda quest’ ultimo punto e cioé il passaggio da un modello economico di sottoscrizione delle riviste (reader-pays) al passaggio ad un modello economico author-pays appare evidente che le università che hanno un’attività di ricerca più intensa finirebbero per sostenere costi decisamente più alti, ma l’autrice sostiene che tali costi potrebbero essere recuperati attraverso la messa in pratica dei funder mandates ovvero a mezzo dei fondi ricevuti dagli enti finanziatori della ricerca (Wellcome Trust, RCUK) a sostegno della via aurea.

Sul report segnaliamo anche il podcast realizzato dal JISC con intervista ad Alma Swan e Neil Jacobs:
http://www.jisc.ac.uk/news/stories/2010/02/podcast99openaccesspolicy.aspx

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Tag: Open Access
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Il progetto OpenAIRE - Open Access Infrastructure for Research in Europe

25 febbraio, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

logo_openaire Nell’agosto del 2008 l’EU ha lanciato il Progetto Pilota per l’Open Access all’interno del Settimo Programma Quadro (FP7). Nell’ambito di questo Progetto Pilota, i ricercatori di sette aree disciplinari: Energia, Ambiente, Salute, ICT, Infrastrutture di Ricerca, Scienza e Società, Scienze Socio-Economiche e Umanistiche sono tenuti a depositare i risultati delle loro ricerche svolte all’interno del FP7 attraverso articoli peer reviewed o manoscritti finali in repositories istituzionali ad accesso aperto.

Lo scopo di OpenAIRE è quello di creare una infrastruttura digitale e di meccanismi di sostegno per l’identificazione, il deposito, il monitoraggio e l’Accesso Aperto al testo completo degli articoli scientifici finanziati dall’interno del Progetto Pilota del VII Programma Quadro (FP7) e dall’ERC - European Research Council.
OpenAIRE intende inoltre esplorare la possibilità di creare gli stessi servizi sui dati scientifici grezzi e derivati.
Il progetto ha una durata triennale (è stato lanciato il 1 dicembre 2009) e vede la partecipazione di 27 paesi europei.

Per l’Italia sono coinvolti il CNR di Pisa- ISTI per quanto riguarda l’infrastruttura tecnica ed il CASPUR per quanto attiene la promozione e la disseminazione.

OpenAIRE - Infrastruttura tecnica
L’infrastruttura digitale del progetto è basata sui software del pacchetto D-NET sviluppati nell’ambito dei progetti DRIVER e sul software Invenio, sviluppato dal CERN. Nuovi servizi verranno sviluppati nell’ambito di OpenAIRE per rispondere meglio alle esigenze che emergeranno durante il triennio.

OpenAIRE - Portale
http://www.openaire.eu/
Il portale di OpenAIRE offrirà l’accesso a tutti gli articoli finanziati all’interno del Progetto Pilota sull’Open Access
- quelli depositati nei repositories istituzionali o disciplinari i cui metadati saranno raccolti ed esposti da OpenAIRE
- quelli depositati direttamente nell’archivio di OpenAIRE- soluzione offerta ai ricercatori che non dispongono di archivi aperti presso la propria istituzione di riferimento né di archivi disciplinari.

Il portale darà di fatto visibilità al research input (i progetti finanziati all’interno del VII Programma Quadro – Open Access) e al research output (le pubblicazioni dei risultati della ricerca finanziati all’interno di questo progetto) e costituirà lo strumento per valutare e monitorare entrambi. Inoltre fornirà informazioni e servizio di helpdesk per tutti i ricercatori organizzati su base geografica tramite liaison office nazionali.

Il comunicato stampa è disponibile:
http://www.openaire.eu/en/about-openaire/news-a-events/69-press-release.html

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Tag: Open Access
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Convegno delle Stelline - Iniziative collaterali : Open come nuova opportunità per le biblioteche - 12 marzo - Sala Leonardo

25 febbraio, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

convegnostelline2010CASPUR e CILEA organizzano una sessione dedicata agli strumenti, ai servizi e alle potenzialità dell’ accesso aperto all’interno del Convegno ” Verso un’economia della biblioteca:
finanziamenti, programmazione e valorizzazione in tempo di crisi” già citato nella Newsletter

La sessione intende favorire la riflessione e la discussione sulle opportunità di scelta orientate in ottica “open” in tempo di crisi comprendendo diversi aspetti dalla comunicazione scientifica, ai modelli economici, ai sw open source, al riuso dei metadati. A questo proposito partecipera’ alla sessione, Jens Vigen il direttore della biblioteca del CERN che recentemente ha aperto i record bibliografici del suo catalogo a terze parti. (vedi notizia riportata nella newsletter di Febbraio).
Durante la giornata inoltre sara’ presentato per la prima volta in Italia il progetto OpenAire- Open Access Infrastructure for Research in Europe- il nuovo progetto finanziato dall’UE all’interno del Settimo Programma Quadro (FP7), finalizzato alla creazione di una infrastruttura digitale e di meccanismi di sostegno per l’identificazione, il deposito, il monitoraggio e l’accesso aperto al testo completo degli articoli scientifici finanziati dall’interno del Settimo Programma Quadro (FP7) e dall’ERC - European Research Council.

Palazzo delle Stelline - Corso Magenta 62 - Milano
Sala Leonardo
Ore 9.30 - 13.00

Programma
Coordina Stefano Ballerio (Universita’ degli Studi di Milano)

* L’economia delle riviste open access. Elena Giglia (Universita’ degli Studi di Torino),

* Open source come business model. Susanna Mornati (CILEA)

* Catalogue once - Open the catalogues. Jens Vigen (CERN)

* Conversazione sull’open access. Mauro Guerrini (Universita’ degli Studi di Firenze, AIB),

* OpenAIRE, Open Access Infrastructure for Research in Europe. Paola Gargiulo (CASPUR)

*Soluzioni e strumenti aperti per le biblioteche (Koha) e l’editoria elettronica (DSpace, OCS, OJS…). Andrea Marchitelli (CILEA),

Maggiori informazioni sul Convegno su come raggiungerlo
http://www.bibliotecheoggi.it/stelline2010/trasporti.html

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Tag: Convegni, Open Access
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JISC ha rilasciato il Digital Repository Infokit: una guida pratica per l’implementazione e gestione di archivi digitali

25 febbraio, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

jiscJISC ha rilasciato il “Digital Repository Infokit” una guida pratica all’implementazione e gestione di archivi digitali all’interno del Repository Support Project.

Lo scopo dell’iniziativa e’ di fornire uno strumento pratico che copra tutti gli aspetti relativi all’implementazione e la gestione in particolare degli archivi istituzionali, tenendo presenti le best practice.
L’Infokit è ospitato da JISC Infonet è pensato proprio per gli amministratori degli archivi istituzionali, è diviso in 6 aree: Introduction, What is a Repository, Drivers, Management Framework, Technical Framework e Appendices. Di particolare interesse la parte del Technical Framework che e’ molto dettagliata.
Si tratta di uno strumento introduttivo, ricco di link che permettono di approfondire i vari aspetti.
Nella sezione “Appendici” sono riportati alcuni studi di casi e tra questi vi e’ anche E-lis.

Segue estratto dal comunicato stampa:

The Digital Repository infoKit is a practical ‘how to’ guide to setting up and running digital repositories. The kit contains information on a broad range of topics running from the initial idea of a digital repository and the planning process, via detailed sections on repository set up and promotion, through to the maintenance and ongoing management of the repository. The main focus is on institutional repositories and the kit reflects current repository community best practice. This resource has been written for repository administrators. It assumes no prior knowledge of repository matters and, more importantly, assumes no prior technical knowledge. The kit can be used by anyone who needs an introduction to any of the topics covered.

Il sito del Digital Repository Infokit
http://www.jiscinfonet.ac.uk/infokits/repositories/

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Tag: Open Access, Tecnologie e strumenti di lavoro
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Nature.com – Navigare attraverso l’articolo e oltre

25 febbraio, 2010 maryjoan Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

logonatureNei prossimi mesi si applicherà alle riviste sulla piattaforma Nature.com un nuovo layout che espande le possibilità di navigazione sia fuori che dentro l’articolo.
A partire dal testo dell’articolo vari links attivi rimanderanno agli autori e ad altri articoli da loro pubblicati, con ulteriori links ai full text quando disponibili.
Subito sotto l’abstract sono visibili tutte insieme le figure del testo, che è possibile visualizzare e ingrandire.
L’articolo è diviso in varie sezioni a cui si può accedere facilmente attraverso i links.
All’interno del testo i links rimandano alla metodologia, alle figure e alla bibliografia permettendo l’accesso alle informazioni supplementari (video, podcasts o link al fulltext dell’articolo su ISI, Science Direct, ecc…).
Sulla colonna destra ci sono altri tipi di links, quali composti chimici con accesso anche a PubChem,  articoli correlati, innovazioni nello stesso campo, blogs, eventi e così via.
Una guida online al nuovo layout è disponibile su: http://www.nature.com/libraries/documents/aip.html
Il nuovo layout sarà applicato inizialmente alle riviste Nature,  in seguito a Nature e infine a tutte le altre  riviste sulla piattaforma, con il seguente calendario provvisorio:
•    Feb 12th – Nature Chemical Biology, March issue
•    Feb 23rd – Nature Neuroscience, March issue
•    Feb 24th – Nature Genetics, March issue
•    March 3rd – Nature Medicine, March issue
•    March 18th – Nature Chemical Biology, January and February issues
•    March 19th – Nature Immunology, March issue
•    March 26th – Nature Neuroscience, January and February issues
•    March 29th – Nature Genetics, January and February issues
•    April 7th - Nature Medicine, January and February issues
•    April 20th – Nature Immunology, January and February issues
•    April 28th – Nature
•    May: remaining Nature research journals
•    June: Nature Methods and Nature Protocols
•    Nature Reviews series
•    2011: NPG Academic and society journals

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Tag: Editoria, Web 2.0
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56 Congresso AIB: 3-5 Novembre 2010 dedicato all’accesso alla conoscenza

25 febbraio, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

aibE’ stato annunciato sulla lista AIB-CUR il tema del 56. congresso dell’AIB dal titolo “Accesso aperto alla conoscenza. Accesso libero alla biblioteca” che si terrà dal 3 al 5 novembre 2010 a Firenze presso il Palazzo dei Congressi
Dal Comunicato Stampa:
Libertà e conoscenza sono diritti fondamentali e non negoziabili per le moderne democrazie. Se però si osservano da vicino le condizioni, le dinamiche, gli strumenti giuridici e tecnologici dell’accesso alla
conoscenza, che comprende la libertà di espressione, emerge uno scenario diverso: controllo pervasivo dei mezzi di comunicazione, crescita dei monopoli privati nel mercato dei contenuti e in quello dei servizi, riduzione degli investimenti economici e politici sulle biblioteche e in generale sugli istituti pubblici preposti all’istruzione, alla ricerca e alla cultura. Tuttavia le biblioteche e le loro associazioni professionali ovunque reagiscono, inventando o favorendo strategie innovative per la promozione culturale, la crescita della competenza informativa, la disseminazione dell’informazione scientifica, l’uso della documentazione di fonte pubblica, l’accessibilità tecnologica. Il 56. Congresso AIB darà conto di questo dibattito e di alcuni casi di studio di particolare interesse.

Come tradizione in contemporanea si svolgerà Bibliocom, la tradizionale rassegna di prodotti e servizi per le biblioteche. Agli espositori che vorranno essere presenti assicuriamo tutta la nostra disponibilità e collaborazione sin da ora. La segreteria tecnica del Congresso sarà a cura della FASI con il coordinamento della Segreteria nazionale.

Il comunicato ufficiale è disponibile a
http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1002.htm

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Tag: Convegni, Open Access
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Indagine di AGCOM sul Diritto d’Autore su Internet

25 febbraio, 2010 mariapia Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

agcomL’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha pubblicato  il 12 febbraio 2010 un’indagine conoscitiva dal titolo “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”.

Segue estratto:
” Punto di partenza dell’indagine: la constatazione che la possibilità di distribuire e di scambiare contenuti attraverso nuovi canali digitali fa sì  che qualsiasi contenuto sia distribuito senza che i legittimi titolari siano in grado di esercitare un effettivo controllo. I differenti interessi in gioco, infatti, esprimono un crescente contrasto fra il diritto d´autore ed altri istituti fondamentali del nostro ordinamento, quali, soprattutto, la libertà di espressione, la privacy e il diritto di accesso alla cultura e ad Internet. C’è quindi l’esigenza di riformare il quadro del diritto d’autore in Italia, per garantire: da una parte, un’efficace applicazione del diritto d’autore e del diritto all’equa remunerazione degli stessi autori, dall’altra, la tutela dei diritti dei cittadini (privacy ecc.). L’AGCOM ha quindi illustrato ciò che sta attualmente accadendo in paesi come la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, sottolineando come approcci basati su divieti e repressioni non abbiano ad oggi dimostrato particolare efficacia.  Soprattutto in un’ottica di garanzia di una tutela sia degli autori che degli utenti.”

Per leggere il dossier andare alla pagina:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/diritto_autore_internet/

Notizia segnalata da Eduardo Lasser alla lista INFER- 23/02/2010

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Tag: Diritto d’autore, Internet
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Strategie di comunicazione alla Casa Bianca: Social Network vs Social Media

24 febbraio, 2010 benedetta Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

Le strategie di comunicazione della Casa Bianca  danno conferma ancora una volta dell’attenzione con cui si guarda agli strumenti del Web 2.0. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e l’amministrazione Obama ritengono che le piattaforme del Web sociale, in particolare Twitter, Facebook  o lo stesso You Tube,  ai quali il Presidente Obama ha affidato in più occasioni i propri discorsi ufficiali,  costituiscano ormai i nuovi mezzi di comunicazione di massa e gli strumenti di comunicazione del futuro.  Il termine Social Media, rispetto a quello di Social Network  usato  per definire le piattaforme del Web 2.0, appare al Dipartimento di Stato più adatto a connotare quel “nuovo mondo sociale”, quel pubblico dei Social Media che utilizza la rete per acquisire informazioni e per condividerle, che la Casa Bianca intende raggiungere, proprio come le biblioteche, portando l’informazione e la propria presenza  laddove si trova la gente. “Il mondo sta cambiando velocemente e noi vogliamo cogliere tutte le opportunità di questa rivoluzione”, ha asserito Alec Ross, responsabile per l’innovazione nell’Ufficio di Hillary Clinton, Segretario di Stato USA.  E ancora più innovativo è parlare di tecnologie di connessione, “ConnectTech”, perchè come spiega sull’ultimo numero di Wired, Jared Cohen  addetto alla policy planning del Segretario di Stato USA, parlare di Social Media significa applicare un vecchio paradigma che misura il successo di questi nuovi media solo attraverso il numero di persone raggiunte.

Al di là delle definizioni e della terminologia, la notizia di rilievo, riportata dal Washington Post, è che l’indirizzo del Segretario di Stato Hillary Clinton è quello di utilizzare la tecnologia e i Social Network come strumento potente per perseguire le priorità del suo Dipartimento, ivi compresa la promozione dei diritti umani e delle democrazie, andando a raggiungere comunità isolate e organizzando scambi culturali con le stesse.  “Projects could include the use of  cellphone text messaging  as a way to reach isolated communities to warn people of natural disaster or remind patients to take medication.  Social networking sites could bring together youth in warring tribes to communicate and organize cultural exchanges.  Software could be used to help ensure aid is delivered by creating supply-chain systems”.

Fonti:

Corriere della Sera: http://mediablog.corriere.it/2010/02/la_svolta_di_obama_dai_social.html

The Washington Post: http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/04/05/AR2009040501732.html

Wired, 12 febbraio 2010

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Tag: Social network, Web 2.0
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In un panel dell’ARL si discute di OA. La conclusione è: l’Open Access è inevitabile!

24 febbraio, 2010 maria Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

L’accesso aperto alla ricerca finanziata con fondi pubblici è inevitabile e le biblioteche hanno un ruolo strategico per la diffusione dei contenuti OA.  E’ quanto è stato sostenuto in un panel sul tema dell’OA organizzato dall’Asssociation of Research Libraries.  I docenti universitari cominciano a capire i vantaggi dell’accesso aperto ha dichiarato David Shulenburger, vice presidente della National Association of States Universities and Land-Grant Colleges.

In relazione all’OA preoccupano sempre i temi della peer review e del diritto di autore, ha affermato Lorraine J. Haricombe, preside dell’ University of Kansas Libraries, che di recente ha adottato una risoluzione a favore dell’accesso aperto. Su tali tematiche i bibliotecari devono dunque concentrare la loro attenzione.

Bernard Schutz, della Max Planck Society (Germania) ha sottolineato come gli Stati Uniti siano ancora un passo indietro rispetto all’Europa. Nel 2003 tra i 266 firmatari della Berlin Declaration vi erano solo sei università statunitensi. Per i ricercatori i veri vantaggi dell’OA sono rappresentati dalla possibilità di utilizzare i dati primari della ricerca ma soprattutto di fare ricerche nel full-text, sfruttare le potenzialità del text-mining e del web semantico, della ricerca incrociata nei riferimenti bibliografici. L’OA consente inoltre di misurare il vero impatto della ricerca scientifica, ha aggiunto Schutz. Le potenzialità offerte dall’OA all’avanzamento della ricerca sono dunque enormi e non ancora pienamente esplorate.

Fonte della notizia:  The Chronicle of Higher Education http://chronicle.com/blogPost/Open-Access-to-Research-Is/8475/

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Tag: Open Access
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Le Università senegalesi si aprono all’Open Access

23 febbraio, 2010 benedetta Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

Il  COBESS (Consortium des Bibliothèques  de l’Enseignement Supérieur du Senegal), che raggruppa una quarantina di istituzioni culturali tra le quali le più importanti Università del paese e che nei suoi quattro anni di vita si è impegnato sul fronte della formazione e dell’automazione delle biblioteche universitarie, ha preso una posizione forte a sostegno dell’Open Access facendosi promotore  di una importante iniziativa volta a garantire, secondo quanto dichiarato dal presidente del COBESS Mamadou Lamine Ndoye, l’ampia circolazione delle pubblicazioni scientifiche e l’accesso non esclusivo alla conoscenza. L’iniziativa si inquadra in un programma più vasto di advocacy e di formazione testimoniato anche dal Workshop sugli Archivi Aperti, Atelier national sur l’Accès Ouvert aux Publications scientifiques et techinques au Sénégal (Open Access), organizzato nei giorni 9 e 10 febbraio scorsi a Dakar con il supporto tecnico di Eifl (Electronic Information for Libraries), volto ad accrescere la conoscenza dell’Open Access, a sensibilizzare il mondo accademico sui vantaggi dell’accesso aperto, a favorire l’adozione di una politica nazionale che garantisca una gestione efficace degli archivi aperti destinata a durare nel tempo.

Fonti:

AGI newson: http://www.agi.it/dossier/afro–notizie-dallafrica/elenco-notizie/201002121127-spe-rt10062-art.html

Quotidien senegalais d’informations generales Le Soleil:  http://www.lesoleil.sn/article.php3?id_article=55845

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Tag: Open Access
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CLOCKSS: si aggiungono 5 nuovi editori

23 febbraio, 2010 paola Posted in Marzo 2010 - Fasc. I | No Comments » | Stampa articolo Stampa articolo |

clockss-logo2CLOCKSS (Controlled Lots of Copies Keeps Stuff Safe) l’ iniziativa non a scopo di lucro istituita da bibliotecari e governata dalla comunità, gia’ piu’ volte citata nella newsletter, finalizzata ad assicurare la disponibilità a lungo termine di contenuti digitali di natura accademico-scientifica, ha di recente annunciato la partecipazione di 5 nuovi editori al suo progetto di conservazione di riviste elettroniche:

  • American Academy of Pediatrics
    http://www.aap.org/

    Co-Action Publishers
    http://www.co-action.net/

    Edinburgh University Press
    http://www.euppublishing.com/

    Liverpool University Press
    http://www.liverpool-unipress.co.uk/

    Rockefeller University Press
    http://www.rupress.org/

    CLOCKSS si basa su un’architettura di rete di archivi distribuiti in diverse parti del mondo. Attualmente la rete basata su 12 nodi archivi distribuiti geograficamente.

    Con la partecipazione di questi editori vengono aggiunte altre 60 riviste all’iniziativa, i 5 editori partecipanti rappresentano settori disciplinari diversi aumentando cosi’ la diversità dei contenuti archiviati; sono inoltre espressione di editoria diversa dalle società professional alle university press ma anche il mondo dell’accesso aperto come nel caso dell’editore Co-Action .

    Nel partecipare a CLOCKSS gli editori accettano l’accesso aperto dei propri contenuti digitali qualora questi ultimi non fossero piu’ disponibili presso nessun editore, cioè ne fosse cessata la pubblicazione. Ciascuno dei 5 editori avrà un proprio rappresentante nell’organo di governo di CLOCCKS (CLOCCKS Board), tale organo è costituito da rappresentanti del mondo editoriale, delle biblioteche che insieme lavorano nel definire le strategie e le politiche di questa iniziativa.
    Maggiori informazioni su CLOCKSS sono disponibili a partire dalla pagina
    http://www.clockss.org/clockss/Home

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    Tag: Digital preservation
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