Google ha aggiunto ieri un altro importante tassello al progetto per la realizzazione di una Biblioteca Universale digitale del patrimonio custodito nelle Biblioteche di tutto il mondo. Grazie all’accordo siglato con il Ministero dei Beni e le Attività Culturali, saranno digitalizzati e resi disponibili un milione di volumi non coperti da copyright custoditi nelle due Biblioteche Nazionali di Firenze e Roma. Una partnership che darà visibilità ed accesso, tra gli altri, a testi scientifici rari del 1700 e, in particolare, dell’Illuminismo, a testi di letteratura del XIX secolo, litografie e volumi illustrati di diverse epoche, a prime edizioni di testi, agli scritti di Vico, Galilei e Keplero, e ancora a testi di medicina del XIX sec., erbari e farmacopee. Google fornirà alle due Biblioteche nazionali copia digitale di ogni testo che rientrerà nel progetto in modo che tali copie possano essere rese disponibili anche su altre piattaforme, e in particolare sulla piattaforma di Europeana.
Di un possibile accordo tra l’Italia e Google Books, aveva parlato Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del MiBAC, nel corso dei lavori dell’IFLA a Milano, annuncio che seguiva di poco l’accordo con la Francia per la digitalizzazione di 30 milioni di documenti della Bibliothèque Nationale de France.
I vantaggi dell’accordo sono evidente, e non solo di carattere economico: se è vero che Google si farà carico di tutti i costi relativi alla digitalizzazione, è vero soprattutto che con questa operazione l’Italia esce da un drammatico ritardo nell’impegno per la conservazione e diffusione del proprio patrimonio culturale e da un contributo molto limitato al progetto Europeana.
“E’ un traguardo importantissimo per tutti noi, un modo per conservare e diffondere la cultura italiana nello spazio e nel tempo” , ha affermato Gino Mattiuzzo, responsabile Google Books per l’Italia, sottolineando che in questo caso ad essere digitalizzati saranno “libri di dominio pubblico, che sono patrimonio dell’umanità”. Il riferimento alle vicende legali tra l’Italia e Google, scaturite dalle obiezioni presentate dall’Associazione Italiana Editori presso la Corte di New York per la violazione della Convenzione e delle regole dell’Antitrust, sembra palese.
Fonti:
http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html?id=67189&pagename=129
Web News: http://business.webnews.it/news/stampa/12568/la-cultura-italiana-perla-di-google-books/
http://sites.google.com/a/pressatgoogle.com/italianlibraries/press-release-and-or-googlegram
Invia ad un amico
Home
Chi siamo
Stampa ultimo fascicolo
Indici
Iscriviti
Voce RSS
Highware ha reso disponibile e liberamente consultabile i risultati dell'indagine condotta nell'autunno 2009 sull'uso degli e-book. Lo studio rientra negli interessi di Highwire di capire meglio le potenzialità del mercato degli e-book. Lo studio si va ad aggiungere a quelli di
Accesso libero ai risultati della ricerca Telethon: con un accordo siglato oggi, la Fondazione entra ufficialmente a far parte di UK PubMed Central (UKPMC), archivio open access fondato nel gennaio del 2007 da otto* enti non profit inglesi che finanziano ricerca scientifica.
Con 200 TB disponibili ogni anno dal 2011 la British Library intende archiviare tutti i siti britannici ad accesso libero. Il progetto ha avuto la collaborazione degli Archivi Nazionali, delle biblioteche nazionali della Scozia e del Galles, del Jisc, della Wellcome library e dei partners dal mondo tecnologica quali IBM ed altri.
L’ASA (Association of Subscription Agents and Intermediaries) ha organizzato la sua conferenza annuale il 22 e 23 febbrario 2010 a Londra dedicandola ai temi legati alla crisi economica e come questa impatti sul mondo dell’informazione scientifica, quali sono i cambiamenti che comporta e le soluzioni e opportunità che possono presentarsi, unitamente alle innovazioni tecnologiche che nonostante tutto stanno avanzando.
Il Comitato per la Cultura del Parlamento Europeo, nel suo ultimo report, ha lanciato un appello alla raccolta di contenuti digitali (di vario genere, dai libri alle cartine geografiche alle fotografie) per arricchire
Sul fascicolo di AIDA Informazioni [Ordine inverso] numero 1-2, Gennaio- Giugno 2010, nella sezione Manifestazioni Dopo, Elena Giglia riporta in modo sintetico i suoi appunti sul seminario dal titolo I sistemi bibliotecari di Ateneo: realtà a confronto e prospettive future che si e’ tenuto all’Universita’ La Sapienza di Roma organizzato dalla Sezione AIB Lazio e CNUR, con il patrocinio della Scuola Speciale per archivisti e bibliotecari dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza
Il JISC ha appena pubblicato un nuovo report dal titolo: ” How to build a business case for an Open Access policy”
Nell’agosto del 2008 l’EU ha lanciato il Progetto Pilota per l’Open Access all’interno del Settimo Programma Quadro (FP7). Nell’ambito di questo Progetto Pilota, i ricercatori di sette aree disciplinari: Energia, Ambiente, Salute, ICT, Infrastrutture di Ricerca, Scienza e Società, Scienze Socio-Economiche e Umanistiche sono tenuti a depositare i risultati delle loro ricerche svolte all’interno del FP7 attraverso articoli peer reviewed o manoscritti finali in repositories istituzionali ad accesso aperto.
CASPUR e CILEA organizzano una sessione dedicata agli strumenti, ai servizi e alle potenzialità dell’ accesso aperto all’interno del Convegno ” Verso un’economia della biblioteca:
Nei prossimi mesi si applicherà alle riviste sulla piattaforma Nature.com un nuovo layout che espande le possibilità di navigazione sia fuori che dentro l’articolo.
E’ stato annunciato sulla lista AIB-CUR il tema del 56. congresso dell’AIB dal titolo “Accesso aperto alla conoscenza. Accesso libero alla biblioteca” che si terrà dal 3 al 5 novembre 2010 a Firenze presso il Palazzo dei Congressi
L’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha pubblicato il 12 febbraio 2010 un’indagine conoscitiva dal titolo “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”.
CLOCKSS (Controlled Lots of Copies Keeps Stuff Safe) l’ iniziativa non a scopo di lucro istituita da bibliotecari e governata dalla comunità, gia’ piu’ volte citata nella newsletter, finalizzata ad assicurare la disponibilità a lungo termine di contenuti digitali di natura accademico-scientifica, ha di recente annunciato la partecipazione di 5 nuovi editori al suo progetto di conservazione di riviste elettroniche: