Messanae Universitas Studiorum

Considerazioni sulla dinamica del parto e tempestività di trattamento dell'inerzia spasmodica nelle presentazioni di tronco

Garufi, Giuseppe (1944) Considerazioni sulla dinamica del parto e tempestività di trattamento dell'inerzia spasmodica nelle presentazioni di tronco. Accademia Peloritana dei Pericolanti, Classe di Scienze Medico-Biologiche, XLVII. pp. 453-478.

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    Abstract

    Le principali questioni discusse possono, schematicamente, essere così riassunte:
    1) Nel periodo dilatante l’attività cinetica viene prevalentemente svolta dalle fibre muscolari a decorso longitudinale.
    2) Nel periodo espulsivo tale prevalenza spetta alle fibre circo1ari, e ciò fin quando conserva significato utile il raddrizzamento della colonna vertebrale del feto, mentre dopo tornano ad essere relativamente più attive le altre fibre: il tutto come espressione di un delitcato giuoco di automatico adattamento dell’ utero al proprio contenuto,
    più precisamente alle condizioni fisiche in cui questo viene successivamente a trovarsi.
    3) L’integrirtà del sacco ovulare, sempre che non coesista un oligoidramnios, sembra condizionare vari fatti e fra l'altro pare che:
    a) regoli la naturale attuazione dei principali fenomeni dinamici;
    b) condizioni la più o meno opportuna persistenza delle contrazioni a tipo dilatante;
    c) spieghi non pochi casi di mancato impegno della parte presentata;
    d) consigli una razionale prudenza verso l’applicazione pratica delle idee della Scuola di Strasburgo.
    4) Nelle presentazioni di tronco la riduzione del diametro cefalo-podalico costituisce uno squisito compito devoluto alle fibre circolari.
    5) Tale riduzione non può essere considerata come un fine che l'utero si presupponga onde fare effettuare al feto un’evoluzione podalica ma rappresenta soltanto la naturale conseguenza di quegli stessi adattamenti che praticamente portano al tentativo di detta evoluzione.
    6) L' evoluzione stessa si potrebbe forse effettuare se in realtà il moncone della spalla potesse risalire.
    7) Anche se ciò fosse esatto, dovremmo praticamente ritenere
    che il vero ostacolo alla progressione del feto viene offerto dal diametro cefalo-podalico, e non dall’asse cormico, il che è forse dimostrabile anche per quei casi nei quali la spondilotomia rappresenta invero, l’intervento più indicato.
    8) Avvenuta la massima riduzione possibile, non è esatto ritenere che le natiche non possano ulteriormente evolvere, e ciò in quanto siano ancora ostacolate dalla testa.
    9) L’estremo cefalico subisce in genere tre spostamenti fondamentali: in un primo tempo esso si abbassa, e si delinea così una tendenza verso l’evoluzione cefalica: questa sfuma ben presto, e la testa risale per una ben comprensibile azione delle fibre circolari; in ultimo l’estremo cefalico viene riportato in basso, quando subentra la fase finale, dovuta ad un cieco e dannoso giuoco prevalente delle fibre longitudinali.
    10) Il feto contribuisce nel determinismo della rottura d’utero, non tanto per il proprio volume, quanto per l’atteggiamento delle sue varie parti, ed in ispecie per i rapporti che praticamente si creano fra la testa e la parete del segmento inferiore.
    11) Nel momento in cui l’utero ha ottenuto la massima riduzione possibile del feto, può più facilmente insorgere — e sempre come conseguenza di un fatto naturale — una così detta inerzia spasmodica.
    12) Tale inerzia va anche considerata come uno stato di salvezza temporanea, in quanto rappresenta un pratico arresto del travaglio, e, se opportunamente rispettata, può consentire che la paziente — sempre che ne sia il caso raggiunga in tempo utile un adatto luogo di cura.
    Il medico, che ha deciso di far ricoverare la donna, nel caso che vi sia in atto tale forma di inerzia, non dovrà somministrare alcuna sostanza atta ad inibire la contrazione uterina; egli avrà tuttavia il più preciso dovere di accompagnare la paziente, e dovrà ricorrere ad una qualunque di tali sostanze, qualora, durante il percorso, all’inerzia dovesse subentrare un’attività contrattile a tipo utile.

    Item Type: Article
    Subjects: M.U.S. - Miscellanea > Atti Accademia Peloritana > Classe di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali > 1944-45
    M.U.S. - Miscellanea > Atti Accademia Peloritana > Classe di Scienze Medico-Biologiche > 1944-45
    Divisions: UNSPECIFIED
    Depositing User: Dr A F
    Date Deposited: 21 Jan 2013 13:11
    Last Modified: 22 Jan 2013 09:13
    URI: http://cab.unime.it/mus/id/eprint/3540

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