L’esilio “europeo” di Gaetano Salvemini 1925-1933
Abstract
Salvemini per sfuggire alla persecuzione fascista va in esilio nel 1925 e
ritornerà in Italia solo nel 1947. Questo più che ventennale esilio può essere agevolmente suddiviso in due periodi: quello “europeo” che, seppure intervallato dai viaggi negli Stati Uniti di cui si dirà, si sviluppa prevalentemente tra Londra e Parigi nell’arco cronologico compreso tra il 1925 e il 1933; quello “americano” che prende l’avvio nel 1934 con la chiamata dello storico pugliese ad Harvard e che durerà sino al rientro in Italia.
Tratteremo in questo saggio del periodo “europeo” con uno “sforamento”
cronologico al 1935 per ricomprendere un momento dell’esperienza salveminiana d’esilio, tanto significativo quanto in genere poco ricordato, che si produce a Parigi nel 1935: la partecipazione al Congresso internazionale degli scrittori per la difesa della cultura.
ritornerà in Italia solo nel 1947. Questo più che ventennale esilio può essere agevolmente suddiviso in due periodi: quello “europeo” che, seppure intervallato dai viaggi negli Stati Uniti di cui si dirà, si sviluppa prevalentemente tra Londra e Parigi nell’arco cronologico compreso tra il 1925 e il 1933; quello “americano” che prende l’avvio nel 1934 con la chiamata dello storico pugliese ad Harvard e che durerà sino al rientro in Italia.
Tratteremo in questo saggio del periodo “europeo” con uno “sforamento”
cronologico al 1935 per ricomprendere un momento dell’esperienza salveminiana d’esilio, tanto significativo quanto in genere poco ricordato, che si produce a Parigi nel 1935: la partecipazione al Congresso internazionale degli scrittori per la difesa della cultura.
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PDFDOI: https://doi.org/10.13129/2240-7715/2023.1.43-59
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