Se il Medioevo non esistesse bisognerebbe inventarlo…infatti lo si inventa

Mario Pesce

Abstract


L’idea di Medioevo[1], nella vulgata comune che comprende media, personaggi pubblici o politici e nelle chiacchierate di tutti i giorni, magari al bar, è molto spesso, e a torto, identificato come i “secoli bui”, dove imperava lo Ius primae noctis e dove superstizione, magia, malocchio, peste nera e la caccia alle streghe erano all’ordine del giorno. Se poi, proviamo a leggere articoli di giornali o riviste che già dal titolo identificano un aspetto negativo della nostra società, di qualsiasi tipo, dalla sanità alla rete internet, inneggiare al “ritorno al Medioevo” è un passaggio analogico. Il testo di Marco Brando, a nostro avviso, ha due punti di forza: la ricerca storica e l'indagine sulla società odierna, attraverso la categoria conoscitiva del Medioevo, utilizzato come metodologia di analisi e passando per gli stereotipi culturali, ci presenta la realtà che viviamo con la lente dell’età di mezzo.




[1]              Nel testo, per convenzione, si useranno le definizioni di Medioevo, Età di mezzo e epoca di mezzo come sinonimi e in modo complementare.




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DOI: https://doi.org/10.13129/2240-7715/2025.1.239-247

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