Riforma agraria e intervento straordinario nel Mezzogiorno: Politiche economiche e strutture di potere nell’Italia del dopoguerra
Abstract
La ricostruzione economica dell’Italia nel secondo dopoguerra si confrontò con profonde disuguaglianze territoriali, accentuate da rigidità strutturali e arretratezza produttiva nel Mezzogiorno. La riforma agraria del 1950 e l’istituzione della Cassa per il Mezzogiorno costituirono risposte politiche complementari, mirate alla trasformazione dell’assetto fondiario e allo sviluppo infrastrutturale delle aree depresse. Tuttavia, l’efficacia degli interventi fu ostacolata da logiche clientelari, selezioni arbitrarie dei beneficiari e resistenze burocratiche. La redistribuzione delle terre, seppur storicamente rilevante, non garantì la modernizzazione auspicata, mentre la Cassa, pur generando crescita e occupazione indiretta, consolidò dipendenze economiche e squilibri. L’industrializzazione rimase parziale e condizionata dall’inerzia del capitale privato, frenato da timori sistemici e dall’assenza di un’effettiva strategia nazionale. Il quadro complessivo restituì un Sud trasformato, ma ancora marginale rispetto ai centri decisionali e produttivi del Paese
Parole chiave
Riforma agraria; Mezzogiorno; Cassa per il Mezzogiorno; Clientelismo; Industrializzazione
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PDFDOI: https://doi.org/10.13129/2240-7715/2025.2.131-144
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