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Ovidio, Medea e gli altri barbari: incontri e scontri culturali nel libro III dei Tristia

Antonio Zanfardino

Abstract


L’obiettivo dell’indagine proposta è presentare il modo in cui Ovidio si approccia all’idea dell’altro e del diverso una volta divenuto egli stesso un barbarus fra Sarmati e Geti. A tale scopo si prenderanno in esame alcune elegie del libro III dei Tristia, libro in cui la figura di Medea, barbara per eccellenza, campeggia significativamente (soprattutto in trist. 3, 9), divenendo paradigma del conflitto fra culture differenti di cui il poeta a più riprese fornisce un quadro peculiare e articolato e di cui si rende protagonista in vari punti dell’opera in relazione alle popolazioni straniere presso cui sconta la relegatio.  


The aim of the paper is to present how Ovid approaches the idea of the otherness and of the diversity once he himself became a barbarus between Sarmatians and Geats. To this end we will consider some elegy of the book III of Tristia, a book in which the figure of Medea, the barbara par excellence, is significantly highlighted (especially in trist. 3, 9), becoming a paradigm of the conflict between different cultures of which the poet repeatedly provides a peculiar and articulated picture and of which he becomes protagonist in various points of the work in relation to foreign populations where he pays relegatio.


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DOI: https://doi.org/10.13129/2499-8923/2025/1/5021

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