La scuola nei territori dei Ducati emiliani e delle Legazioni romagnole tra Settecento ed età napoleonica

Maurizio Piseri

Abstract


Le politiche scolastiche della Repubblica Cisalpina (1797-1802) e della Repubblica Italiana (1802-1805) hanno un modesto impatto sulla scuola dell’Emilia e della Romagna, che conserva il suo impianto secolare: una rete scolastica modesta, ma in grado di garantire una diffusa offerta di istruzione latina (anche fino alla retorica) nelle campagne. Dal 1805 al 1810 le politiche scolastiche del Regno Italico mirano a estendere l’offerta di istruzione di base (leggere scrivere e far di conto): un obiettivo da raggiungere attraverso la forte riduzione delle scuole di grammatica latina. Nonostante i buoni risultati raggiunti dalle politiche scolastiche italiche, le comunità emiliane e romagnole non sono disposte a rinunciare ad una tradizione scolastica secolare.

The school politics of the Cisalpine (1797-1802) and of the Italian Republic (1802-1805) had a faint incidence on the educational systems inherited from the ancient States of Emilia and Romagna (the southern territories of Pianura Padana). As soon as its foundation (1805), the Italic Kingdom opens a new political course, which involving the administration of the educational system. The new administration is no more inclined to tolerate a weak net of latin schools in the countryside. Open a primary school in every municipalities and strongly reduce the offer of latin education: this is the aim of the new school government. Despite the increasing of the offer of primary education, the municipalities offered a strong resistance in order to avoid the declassification of their grammar schools.

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