LA DIMENSIONE INCLUSIVA DEI SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA: PROGETTAZIONI RITROVATE, PRATICHE INEDITE, POSTURE COMPLESSE

Moira Sannipoli

Abstract


L’articolo propone una riflessione sulle possibili dimensioni inclusive dei servizi per la prima infanzia. Nonostante l’assenza di un quadro normativo chiaro, esistono pratiche di cura ed educazione significative che hanno un ruolo centrale nei primi anni di vita. Sono importanti in questa fase il sostegno alla genitorialità nell’accoglimento della diagnosi e l’attivazione di un lavoro di équipe con i servizi socio-sanitari del territorio. A questo si aggiunge l’importanza di allestire contesti educativi ordinari, capaci di personalizzare le proposte senza stravolgere e sconvolgere la sostanza di questi servizi, in un’ottica di “speciale normalità”. Le professionalità che vivono in questi servizi devono poter contare su una formazione iniziale e in itinere che sostenga il pensiero e la riflessione, contro gli innamoramenti di pensieri lineari, frutto spesso di cornici culturali normalizzanti.

The article proposes a reflection about the possible inclusive dimensions of early childhood services. Despite the lack of a clear regulatory framework, there are significant care and education practices that play a crucial role in the early years of life. Support for parenthood in acceptance of diagnosis and the activation of a teamwork with the social and territorial health
services are important at this stage.
In addition there is relevance of setting up ordinary
educational contexts, that can customize the proposals without upsetting and disrupting the substance of these services, in a perspective of "special normality". The professionalism that live in these services must be able to count on an initial and ongoing training that supports thought
and reflection, against the love of linear thoughts, often based on normalizing cultural frame.

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