PER UNA COMUNITÀ DELLA DIFFERENZA

Alessandro Versace

Abstract


Una comunità, nel senso più alto del termine, indica un insieme di persone che condividono usi, costumi, valori, tradizioni oltre allo stesso spazio geografico. Lo sviluppo umano dipende, oggi più che mai, dalla capacità dei soggetti di condividere percorsi e obiettivi al fine di migliorare la propria condizione di vita umana ed esistenziale. L’esistenza della comunità, è oggi a rischio di “sopravvivenza”, sia per quel processo unificante che è la globalizzazione – e che non ha prodotto i risultati attesi di equità – e sia per un maggiore individualismo che ha fatto da contraltare allo stesso senso di comunità e che colpisce le stesse radici della nostra società. Riattualizzare il concetto di comunità, soprattutto in chiave interculturale, e dunque di integrazione, significa considerare che ormai i tessuti sociali sono multiculturali e se realmente si vuole promuovere l’incontro e l’accoglienza, allora è necessario spostare il baricentro del riconoscimento dell’altro sul piano della dignità, per promuovere, all’interno di una comunità della differenza, l’idea dell’uomo come fine e mai come mezzo.

A community, in the highest sense of the term, indicates a group of people who share customs, values, traditions as well as the same geographical space. Human development depends, today more than ever, on the ability of individuals to share paths and objectives in order to improve their human and existential life conditions. The existence of the community today is at risk of "survival", both for that unifying process that is globalization - and which has not produced the expected results of equity - and for a greater individualism that has countered the same sense of community and that affects the very roots of our society. Renewing the concept of community, especially in an intercultural key, and therefore of integration, means considering that by now the social tissues are multicultural and if we really want to promote encounter and welcome, then it is necessary to shift the center of gravity of the recognition of the other on the level of dignity, to promote the idea of man as an end and never as a means.

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